
Le regole sono queste:
però era prevedibile vista la bravura e l'esperienza di Fabio e la 
Quale segreto si nasconde a Krune? In realtà più che un segreto parliamo di uno stile di vita, rigido quanto mai dittatoriale. Non c'è libertà di pensiero o di parola. È così e basta. È stato così per secoli e quindi non si discute.
No. Il segreto c'è eccome e sarà Mareq Tha, una vigilante di Krune, a scoprirlo e a mettere in discussione tutta la sua vita e quella del suo popolo.
Questo tipo di impostazione mi è piaciuta molto. Sottolinea la pericolosità di essere morbosi e ostinati a credere ciecamente ad un dogma o ad una visione assoluta. Ogni mio riferimento alla religione, al capitalismo e amolte altre cose non è puramente casuale.“Il Segreto di Krune” non è un libro fantasy come un altro ma ha quel qualcosa in più che lo separa dalla massa.
Storia
La trama è estremamente lineare, ci sono pochissimi colpi di scena (che io amo e cerco). Probabilmente è voluto dato che è il primo libro dell'autore. La linearita' e' dovuta anche al fatto che c'e' un tale approfondimento psicologico della protagonista, la quale pensa ripensa rimugina analizza, che il lettore sa gia' come andranno le cose e quali azioni Mareq compira'.
In ogni caso, ho trovato la storia molto appassionante all'inizio. Un popolo fanatico e sicuro delle proprie convinzioni che si ritrova a scoprire qualcosa (o meglio qualcuno) che contraddice i capi saldi della propria cultura. E' sicuramente interessante notare i comportamenti dei personaggi di fronte a questo episodio, le reazioni di ogni singola persona che sono le medesime e che si discostano soltanto dalle 3 Matriarche, le quali sono a conoscenza di cose che nascondono da sempre. Il problema e' che andando avanti nella lettura le cose non si complicano poi tanto, nel senso che si arriva alla parte finale del libro in maniera naturale, come se dovesse andare per forza in quel modo. Ed e' qui che mi sono mancati i famosi colpi di scena di cui parlavo prima.
Ho notato anche che ci sono dei buchi nella narrazione, tipo dei salti da una scena all'altra che evidentemente non erano indispensabili ai fini della storia ma che comunque disorientano il lettore (vabbè parlo di me eheh).
Complessivamente però è una buona storia e all'inizio tiene incollati alle pagine, cosa non abituale.
Scrittura
Lo stile di Giannone è sicuramente efficace e diverso dai libri letti finora (non che ne abbia letti poi tanti). Lo definirei un romanzo psicologico. L'autore analizza, a volte in maniera eccessiva, i pensieri della protagonista, la quale pensa, ripensa, valuta e sviscera le varie situazioni e tutto ciò che le succede intorno. A me personalmente piace molto l'approfondimento psicologico perchè a mio avviso dà pathos e serve a conosce l'interiorità dei personaggi. Però c'è da dire che l'autore un po' esagera diventando anche ridondante. Ripete troppe volte il punto di vista ferreo che impone la cultura della gente di Krune, soprattutto all'inizio del libro. È come se l'autore volesse puntualizzare ogni volta un qualcosa di già detto e che il lettore ha capito sicuramente.
Inoltre ho trovato i dialoghi (altro elemento per me indispensabile) un po' scarni e sporadici. Sti personaggi pensano troppo ma parlano poco. Infatti i pochi dialoghi presenti sono comunque godibili e ben costruiti.
Ambientazione
Tutte le vicende si svolgono in un mondo relativamente ristretto ma funzionale. Ho gradito tantissimo la mancanza di lunghe e noiose descrizioni dei paesaggi, anche se durante la lettura è possibile conoscere non solo la diversa conformazione del paesaggio ma anche le diverse culture dei popoli che ci abitano.
Personaggi
La protagonista Mareq Tha è caratterizzata all'ennesima potenza grazie all'approfondimento incessante dei suoi pensieri da parte dell'autore. È una donna molto complicata, che riesce a ragionare con la sua testa solo quando è costretta a farlo e anche così fa fatica a staccarsi dall'unico mondo che ha sempre conosciuto. Jaat, invece, è un essere libero (almeno di mente) che insegue le sue convinzioni, è spinto dall'istinto ma teme di essere vittima di un'entità superiore e che quindi non è così libero come crede. Poi ci sono altri personaggi secondari ma che non spiccano di personalità, anche per il poco spazio che hanno nel romanzo.
In generale, però, ho trovato tutti i personaggi troppo costruiti, razionali. Prima di fare qualcosa ci pensano mille volte, sono diffidenti e super controllati dalla logica. Un po' irreale direi.
Giannone ha pianificato tutto nei minimi dettagli e si nota, però a volte un po' di azioni istintive e irrazionali rendono i personaggi più umani e quindi più vicini a chi legge.
Per concludere posso dire che stimo molto Michele Giannone, che ha dato prova di essere un buon scrittore al di sopra di altri, per la padronanza che ha del suo stile personale, che aldilà dei gusti, è uno stile proprio.
Ultimamente sono andato al cinema a guardare due film che mi sono piaciuti. Ed e' abbastanza strano visto che negli ultimi tempi i film belli scarseggiano. Sto parlando di "Kung fu panda" e "Hancock".
Cmq, oltre al nipotino ho passato del tempo con i miei nonni, tra cui una bella serata a festeggiare i 74 anni di nonna Rosa che oramai non ha la stessa forza di carattere di un tempo (anche se ho un video col cellulare che mi smentisce ehehe). Ho sopportato mia sorella (o lei ha sopportato me??) con la quale ormai ho un vocabolario tutto nostro e mi fa troppo ridere quando imitiamo Rita Antinori vedova in Malvasia (metto sotto il video di una sua performance a zelig off, mitica). Ho
Le Cronache di Narniaaaa siiiiii!!! Andiamo al cinema!!!
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Mio dio che palle! Una noia mortale!!!! Fortunatamente le poltrone del cinema non erano poi così comode altrimenti nulla mi avrebbe impedito di farmi una rocchia sonnellino (anche perché la mattina ero andato in campagna a lavorare).
Dai parliamo seriamente. Il film è brutto.
Più che brutto, noioso. La prima parte soprattutto. I 4 ragazzini tornano a Narnia dopo che lì sono passati centinaia di anni, il popolo fantastico di Narnia è stato sterminato, c’è caos e casino..e che fanno le creature quando rivedono i loro quattro sovrani?? NULLA! Non li cagano proprio, nemmeno ciao dicono! Assurdo.
Parliamo della sceneggiatura? Scadente. I dialoghi sono ridotti all’osso e quei pochi che ci sono rasentano la banalità, con frasi fatte e scontate. Gli sguardi poi spadroneggiano le scene, che se fossero almeno sguardi eloquenti..macchè, inutili e vuoti.
Parliamo del Signore degli Anelli? Come che c’entra? Purtroppo c’entra pure troppo: la scena del fiume che uccide i nemici, il ragazzino che si butta giù da una torre e viene salvato da un falco, l’inseguimento di Caspian sul cavallo con le stesse inquadrature della compagnia dell’anello, gli alberi che si muovono uccidendo tutti ecc ecc..la lista è lunga. Ora dico io, non è che adesso nessun altro film può far muovere gli alberi o scaraventare nell’aldilà i nemici con le acque di un fiume..però è anche vero che non c’è bisogno di riproporre queste scene con le stesse inquadrature e modalità del sda. Già tutti copiano il libro, ora siamo passati a copiare pure il film. Eddai.
Ma vogliamo parlare delle scene inutili?? Quante ce ne sono..
E della famigerata e terribile Strega? 5 minuti scarsi, inutili pure quelli..Stupendi ma inutili. Guarda caso le scene più belle sono quelle piene di effetti speciali tipo il breve sogno della bambina o il Poseidone incazzato che ingoia il cattivane (avevo la bava!).
Per fortuna che c’era Castellitto che ha dato prova di essere un grande attore facendo onore all’Italia.
Ma la ciliegina sulla torta è stato il leone..sto cavolo di leone che chissà dove diavolo stava mentre tutti morivano miseramente, e poi verso la fine decide di uscire fuori e pensate un po’ il Bene trionfa. Ma non poteva degnarsi di onorare tutti della sua presenza un po’ prima!? Naturalmente io sto parlando del film, il libro non l’ho letto e magari c’è un significato in tutto questo o un motivo quantomeno. Nel film però non si è capito. Boh aveva da fare forse..
E poi scusate una cosa. Il film si chiama il “Principe Caspian” giusto?
Avete sbagliato. Si chiama il “ritorno dei quattro regnanti” perché Caspian è un personaggio secondario! Il trono del regno è conteso tra lui e il tremendo Lord Miraz, invece il duello lo fa Peter, uno dei quattro ragazzi. Perché?? Ma non è tutto. Peter vince il duello e chiede a Caspian di uccidere il nemico ormai vinto. Che onore c’è in tutto questo? Ma proprio nessuno.
Film molto deludente.
Visto e considerato che il post precedente e' stato completamente ignorato, scrivo qualcosa di molto piu' easy in stile cazzeggio (qualcuno mi ha fatto notare che posto troppe recensioni! ma dai su).
intenso, porta aria fresca e la storia merita davvero. Parla di un ragazzo che si risveglia in un bosco, sporco, e sembra aprire gli occhi per la prima volta. Il mondo e' tutto nuovo per lui, e la cosa affascinante e' come guarda le cose, con gli occhi ingenui di un bambino anche se non lo e' del tutto. Questo nelle prime puntate, poi il telefilm si evolve e si complica ma resta sempre stupendo. Quindi ve lo consiglio.
- Danny Martine e la corona incantata
- Il sigillo del triadema
- (non ancora pubblicato)

Dopo aver parecipato per tre anni di seguito al Lucca Comics & Games, quest'anno ho deciso di non trascurare l'altra mia passione: i telefilm!
Praticamente ti senti a casa e ben accolto!
Ho avuto tantissimi gadget rigorosamente originali!